Su Il Mattino di oggi, 5 novembre 2007, Carlo Alemi, Presidente del Tribunale di Napoli, ci delizia con la sua ricetta salva macchina giudiziaria: "La formazione della prova in dibattimento è una gran bella cosa, ma comporta anche passaggi lunghissimi, come ascoltare decine di testi e di imputati in serrati contraddittori. Il tutto con l'impossibilità di sostenere due o tre udienze dello stesso processo in una settimana. A volte mi capita di assistere a rinvii di udienze che vanno di mese in mese. Guai a toccare le garanzie, ma occorrono provvedimenti. Un esempio? Che senso ha il patteggiamento di una condanna in Corte di Appello? Per alleggerire gli Uffici Giudiziari io comincerei da qui, dagli accordi tra accusa e difesa in appello: sarebbe meglio eliminare i concordati". Ora, al di là della non facile comprensione della ricetta (per colpa di scrive, ovviamente ... non certo per mancanza di capacità espositiva del Presidente), c'è qualche buon'anima in grado di spiegare per quale motivo le definizioni dei processi in appello ex art. 599 c.p.p. appesantirebbero gli Uffici Giudiziari?? Onestamente, fino ad oggi, ero convinto del contrario ... avevo sentito definire simili soluzioni processuali quali riti defatigatori, addirittura. Mhà! Resto però ancor più perplesso quando proprio il Responsabile di un Ufficio Giudiziario, quale, e guarda caso, proprio il Tribunale di Napoli, si lamenta di assistere a rinvii di udienze che vanno di mese in mese!!! Faccia qualcosa, di grazia, Caro Presidente! Ma come: Lei si viene a lamentare da noi, cittadini ed addetti ai lavori, del mancato funzionamento della Sua organizzazione? Ho l'impressione che, se un simile atteggiamento si fosse manifestato in un'azienda privata, già avrebbero provveduta a destituirla dall'incarico affidatole. Ma mi spaventa ancor più che Ella non riesca nemmeno ad individuare una soluzione che non sia ... il patteggiamento in appello o la limitazione dell'istruttoria dibattimentale, lamentandosi pure dell'impossibilità di sostenere due o tre udienze dello stesso processo in una settimana: sempre di grazia, ma chi o cosa impedisce di celebrare più udienze dello stesso processo in una settimana?? Non è dato evincere la causa nella sua lucida intervista ... forse che i suoi Colleghi si lamentano di lavorare troppo? Stiano tranquilli: il Ministro della Giustizia Mastella ha appena detto (sempre riscontrabile su i quotidiani di oggi) che «è iniquo che la magistratura venga ancora privata del normale adeguamento dello stipendio, cui, per altro, ha già rinunciato, nella misura del 30%, lo scorso anno»...«Il mio impegno sarà diretto a battermi perchè sia ripristinato l’ordinario trattamento dei magistrati, anche a fronte di emendamenti di fonte parlamentare, che hanno voluto apprezzabilmente affrontare la questione, approdando a soluzioni insufficienti per porre rimedio a una situazione che è, all’evidenza, non giusta». Ecco la vera ricetta! Genio di un Ministro! Gli stipendi ... andavano ritoccati gli stipendi! Ora è tutta un'altra cosa, tutta un'altra musica ... ora si che si inizia a lavorare!
lunedì, novembre 05, 2007
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