Anche il Procuratore Generale di Napoli (dopo il Prefetto) ha espresso la Sua opinione sul ruolo e le responsabilità della borghesia in merito alla grave situazione in cui versa la città di Napoli. Si riporta un significativo stralcio del Suo intervento sul Corriere del Mezzogiorno di mercoledì 11 aprile 2007: "...insieme è necessario che si riscopra e si riviva il gruppo di doti, che un tempo hanno fatto corpo nel concetto di dignità, del quale oggi nessuno parla. Noi uomini dignitosi ne abbiamo incontrati nella nostra annosa professione: uomini di umile condizione, poveri, a volte delinquenti e, tuttavia, capaci di vivere secondo i loro principi morali, di fare sacrifici per ciò che ritenevano giusto...".
Ma l'atavico problema di Napoli non era proprio quello di giustificare i delinquenti sempre e con la solita solfa che tuttavia sono pur sempre uomini capaci di vivere secondo i loro principi morali e di fare sacrifici per ciò che ritengono giusto ? Non è questo lo stereotipo dell' uomo d'onore , del guappo di quartiere , "cattivo maestro" di quello che poi nella storia sarebbe diventato il camorrista ? Che di questi uomini a volte delinquenti il Procuratore Generale, quale uomo dignitoso, ne abbia incontrati nella Sua annosa professione nessuno ne ha dubbio: è ed è stato il suo ruolo istituzionale quello di incontrarli per perseguirli o giudicarli. Ma che da questi uomini a volte delinquenti se ne possa trarre esempio per riscoprire e rivivere il gruppo di doti che un tempo hanno fatto corpo nel concetto di dignità ... resta qualche seria perplessità.
Ma l'atavico problema di Napoli non era proprio quello di giustificare i delinquenti sempre e con la solita solfa che tuttavia sono pur sempre uomini capaci di vivere secondo i loro principi morali e di fare sacrifici per ciò che ritengono giusto ? Non è questo lo stereotipo dell' uomo d'onore , del guappo di quartiere , "cattivo maestro" di quello che poi nella storia sarebbe diventato il camorrista ? Che di questi uomini a volte delinquenti il Procuratore Generale, quale uomo dignitoso, ne abbia incontrati nella Sua annosa professione nessuno ne ha dubbio: è ed è stato il suo ruolo istituzionale quello di incontrarli per perseguirli o giudicarli. Ma che da questi uomini a volte delinquenti se ne possa trarre esempio per riscoprire e rivivere il gruppo di doti che un tempo hanno fatto corpo nel concetto di dignità ... resta qualche seria perplessità.
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